Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i disturbi alimentari
“La Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla contro i disturbi alimentari deve essere l’occasione per riflettere su un fenomeno in drammatico aumento in Italia, e agire concretamente per prevenire e sostenere i pazienti e le loro famiglie. Forse non tutti sanno che esiste un numero verde nazionale, lo 800180969, servizio anonimo e gratuito, a disposizione di tutti". A dirlo è Laura Dalla Ragione, psichiatra Referente per i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) per la Regione Umbria, docente del Campus Biomedico di Roma nonché direttrice del Numero Verde “SOS Disturbi alimentari” istituito a Todi dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dall’Istituto Superiore di Sanità.
“Nei primi anni 2000 le persone che soffrivano di disturbi dell’alimentazione in Italia erano circa 300 mila, oggi sono oltre 3 milioni”, continua Dalla Ragione. “Un fenomeno in aumento soprattutto tra gli adolescenti, per i quali le diagnosi correlate ai disturbi dell'alimentazione e della nutrizione rappresentano in Italia la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Un fenomeno drammatico che si è aggravato ulteriormente durante la pandemia e i lockdown: i dati del Ministero della Salute ci dicono che c’è stato un aumento del 30% di casi, soprattutto tra i giovanissimi. Il Numero verde nazionale “SOS disturbi alimentari” segnala un drastico aumento di richieste di aiuto che sono raddoppiate nel 2020 e triplicate nel 2023”.
Sono cambiate anche le patologie, la prevalenza non è più l’Anoressia Nervosa ma soprattutto Bulimia e Disturbo da alimentazione Incontrollata, cioè patologie legate al Discontrollo degli impulsi. Ma ci sono anche nuove declinazioni dei Disturbi del comportamento alimentare:
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• Arfid: Si tratta di una nuovissima declinazione di Disordine Alimentare, cioè Avoidant Restrictive Food Intake Disorder, inserita nel 2013 nel manuale diagnostico degli psichiatri il DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) e ancora poco conosciuta. Chi è colpito mangia una gamma molto ristretta di cibi. Il disturbo può manifestarsi a tutte le età, ma è più frequente nell’infanzia e nell’adolescenza, e riguarda per il 60% i maschi e per il 40% le femmine.
• Diabulimia: Colpisce pazienti con diabete di tipo 1 che usano l’insulina come metodi di controllo del peso.
• Ortoressia: Ossessione del mangiare sano molto diffusa nel mondo delle palestre.
• Bigoressia: Ossessione della massa muscolare, colpisce soprattutto i maschi.
• Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge eating disorder): caratterizzato da grandi abbuffate, dalle 3.000 alle 30.000 calorie in meno di due ore, senza metodi di controllo.
Ci sono inoltre sovrapposizioni tra anoressia e disturbi dello spettro autistico nel 30% dei casi. E c’è un’alta percentuale di persone, soprattutto adolescenti, con disturbi alimentari con autolesionismo: tagliarsi, bruciarsi, escoriarsi.
L’assistenza ai DCA con la mappatura dei centri è in Italia visibile nel sito www.piattaformadisturbialimentari.iss.it. Secondo il censimento della Mappa DCA dell’Istituto Superiore di Sanità, i centri sono 150. 120 fanno parte del Servizio Sanitario Nazionale e 30 del privato accreditato: 78 al Nord, 31 al Centro e 41 tra Sud e isole.
“In Italia solo nel 2025 i decessi per malattie legate ai disturbi dell'alimentazione sono stati 3.563, sono ormai la prima causa di morte tra gli adolescenti dopo gli incidenti stradali. Le cause di morte sono collegate alle complicanze mediche e all’alto tasso di suicidio. I dati sulla mortalità sono in aumento, ma molto disomogenei sul territorio: si muore di più nelle regioni dove non ci sono strutture specializzate. La rete degli ambulatori multidisciplinari in Italia, ha costituito un importante passo in avanti nel percorso di cura dei pazienti, ma è ancora presente in modo troppo disomogeneo sul territorio italiano".
Per Dalla Ragione, autrice insieme a Raffaela Vanzetta di “Social Fame. Adolescenza, social media e disturbi alimentari” (Il pensiero scientifico editore), “chi lavora nel campo dei disturbi alimentari si è trovato negli ultimi anni a dover combattere contro un potentissimo fattore di diffusione del disturbo: i social media. Oggi i canali attraverso cui ragazzi e ragazze possono attingere a informazioni riguardo a metodi pericolosi per perdere peso sono moltiplicati a dismisura. E non solo: sono a portata di tutti App per il conteggio calorico o il dispendio energetico, e anche il semplice utilizzo dei social media ha un’influenza sull’autostima e contribuisce a cambiare l'immagine corporea di chi ne fa uso, determinando un aumento di sintomi depressivi, l'interiorizzazione di ideali di magrezza, pratiche di monitoraggio del corpo. Il tempo trascorso sui social media e lo sviluppo di disturbi alimentari appaiono quindi fortemente correlati”.